La bonifica dell’amianto e la rimozione dell’Eternit da edifici abbandonati rappresentano un punto decisamente scottante per la salute pubblica italiana. In passato ampiamente utilizzato e ora presente in elevate percentuali nelle coperture dei tetti in cemento armato di edifici abbandonati, l’amianto e l’Eternit subiscono una costante erosione da parte del tempo e degli agenti atmosferici, che contribuiscono a disperdere nell’atmosfera le invisibili micro-fibre responsabili di cancro incurabile e fibrosi polmonare.Ai suoi esordi in Italia, all’inizio degli anni Trenta, l’amianto era paragonato a quello che oggi potrebbero essere l’energia eolica o i pannelli solari: un materiale ecologico, poco costoso, in grado di sostituire efficacemente e con grandissimi vantaggi il sughero (fino ad allora utilizzato per la coibentazione di numerosi mezzi, condotti ed edifici) ed altri materiali altamente infiammabili. La storia dell’amianto e dell’Eternit, ovvero del diffusissimo materiale da costruzione composto da 9 parti di cemento e 1 parte di amianto, è ricca di gloria ma anche di morte.

Importato dall’America, questo allora innovativo materiale fu utilizzato per la copertura di edifici, treni, navi, condutture idrauliche e altro ancora, tanto che l’Italia per circa un decennio mantenne il monopolio mondiale sull’estrazione e la commercializzazione dell’amianto. Amianto che ancora oggi viene rimosso da tubature, edifici e isolanti da persone non autorizzate e in seguito spesso abbandonato in discariche abusive a cielo aperto. Anche nei casi in cui la rimozione sia a norma di legge, non esistono protocolli per il suo smaltimento: l’amianto non può essere recuperato ma solo seppellito in siti idonei.

In realtà, già prima del 1940, alcuni studi condotti negli Stati Uniti (nazione che prima di tutte aveva impiegato l’amianto e dove quindi i suoi effetti sulla salute sono stati precocemente notati) avevano evidenziato possibili rischi per la salute, che potevano essere connessi all’estrazione dell’amianto, al suo impiego e in generale alla sua presenza nei luoghi di lavoro. Le assicurazioni americane ed inglesi si affrettarono quindi ad escludere dalle polizze sulla salute, in via cautelativa, i soggetti che lavoravano a stretto contatto con questo materiale.

Nonostante ciò l’Italia (probabilmente a causa di discutibili interessi economici) si adeguò in forte ritardo alle normative che già in altri Paesi vietavano l’utilizzo dell’amianto e dell’Eternit: solo nel 1978 il materiale fu dichiarato cancerogeno e messo al bando dal Parlamento Europeo, quando emersero in tutta la loro gravità le sue correlazioni con l’insorgenza del mesotelioma pleurico, un tumore maligno molto aggressivo e incurabile.

Ad oggi, non è possibile quantificare con esattezza quanto amianto sia stato rimosso ed abbandonato nel territorio, anche in zone densamente abitate, tra cittadini ignari che forse da anni respirano l’asbesto, ovvero le fibre di amianto che si depositano silenziosamente nei polmoni provocando l’asbestosi e il cancro. La realtà è che l’Italia, leader mondiale nella produzione e commercializzazione di questo materiale, è letteralmente infarcita di amianto e sono moltissimi gli edifici e le fabbriche che lo utilizzavano (insieme all’Eternit) per la copertura dei tetti, grazie al suo elevato potere ignifugo ed isolante.

La rimozione dell’Eternit e in generale la bonifica dell’amianto rappresentano operazioni costose, eseguibili da personale adeguatamente formato e protetto, ma necessarie per la protezione della salute pubblica. L’amianto abbandonato si diffonde nell’ambiente sia per via aerea, perché le sottilissime fibre di asbesto sono altamente volatili e possono essere facilmente inalate, sia attraverso il terreno e le falde acquifere inquinate: si sospetta fortemente che l’ingestione dell’asbesto possa causare tumori gastro-intestinali.

Come se il quadro non fosse già abbastanza fosco, gli effetti dell’amianto si manifestano in tutta la loro gravità solo dopo decenni dal contatto con esso, cioè quando i polmoni si presentano ormai ampiamente cicatrizzati e infiammati e il cancro è già in stadio avanzato. Sono numerose, in tutta Italia, le famiglie letteralmente distrutte da tumori che raggiungono una mortalità del 95%, che non hanno ancora visto riconosciute le loro ragioni. Molti operai che in passato hanno lavorato a contatto con esso hanno sviluppato mesotelioma pleurico e cancro ai polmoni circa 15-25 anni dopo, rendendo difficoltose le cause per risarcimento dei danni, che si trascinano in certi casi da oltre tre decenni. Per evitare che in futuro aumentino le persone colpite da mali incurabili, la bonifica di amianto ed Eternit è fondamentale per la protezione della salute di tutti i cittadini.

Questo articolo è stato realizzato con la collaborazione della Ecolpreneste Srl, azienda che si occupa del trattamento e la gestione di rifiuti speciali e pericolosi a Roma e provincia. www.ecolpreneste.it

Amianto ed Eternit, un’invisibile bomba ad orologeria per salute e ambienteultima modifica: 2016-01-22T16:35:40+01:00da paolobros2000
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